<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Microcenturie &#187; Enrico Gregori</title>
	<atom:link href="http://www.microcenturie.it/tag/enrico-gregori/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.microcenturie.it</link>
	<description>estuario per romanzi fiume di breve corso</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Mar 2010 08:00:21 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Dieci &#8211; Raggi X</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/01/13/dieci-raggi-x/</link>
		<comments>http://www.microcenturie.it/2010/01/13/dieci-raggi-x/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 14:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[microcenturie]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Gregori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.microcenturie.it/?p=389</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Uh, uh, uh&#8230;.ma che belle tette che c&#8217;ha Sabrina!&#8221;.
Dio mio che tormento, pensava la ragazza. Tutti i giorni la stessa cosa, almeno con lei. Ma con ognuno Osvaldo aveva una fissazione diversa.
Stava sempre lì, stralunato e fuori dal mondo, appoggiato a un muro di corso Trieste.
&#8220;Ma che tette vedi?&#8221;, chiedeva lei le prime volte che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Uh, uh, uh&#8230;.ma che belle tette che c&#8217;ha Sabrina!&#8221;.</p>
<p>Dio mio che tormento, pensava la ragazza. Tutti i giorni la stessa cosa, almeno con lei. Ma con ognuno Osvaldo aveva una fissazione diversa.</p>
<p>Stava sempre lì, stralunato e fuori dal mondo, appoggiato a un muro di corso Trieste.</p>
<p>&#8220;Ma che tette vedi?&#8221;, chiedeva lei le prime volte che lui l&#8217;apostrofava.</p>
<p>&#8220;Le tue, le tue. Io ci ho gli occhi con la vista spaziale. Io sono come Nembo Kid&#8221;.</p>
<p>Povero matto, dicevano tutti.</p>
<p>Chiedeva l&#8217;elemosina e con gli spiccioli mangiavano lui e il suo cane. Un bastardino pezzato che però faceva una bella vita. A due passi da corso Trieste c&#8217;era un grande giardino, e il cane ci si divertiva un mondo.</p>
<p>Così come sembrava che Osvaldo si divertisse da morire con quella pagliacciata della vista ai raggi X che attraversava gli ostacoli e le protezioni.</p>
<p>&#8220;Uh, uh, uh&#8230;.e tu c&#8217;hai proprio un bel culetto&#8221;, diceva quando passava Rachele.</p>
<p>&#8220;Sì, sì, grazie &#8211; gli rispondevano tutte &#8211; e beato te che hai la vista spaziale&#8221;.</p>
<p>Poi i passanti guardavano in cielo e pensavano che quel povero Cristo, in fondo, aveva solo la fissazione di vedere ciò che in realtà non esisteva. Fissazione che, peraltro, hanno anche i sani di mente. Lui, a differenza di questi, lo esprimeva con i fatti invece che tenerselo dentro come un segreto inconfessabile e che nessuno capirebbe. Ognuno, insomma, ha i suoi fantasmi.</p>
<p>E che Osvaldo fosse innocuo era cosa ormai acclarata. Di lui, infatti, non si preoccupava nemmeno il maresciallo dei carabinieri. &#8220;Generale, generale &#8211; faceva Osvaldo quando lo vedeva &#8211; lì c&#8217;è Caterina, la vede Caterina?&#8221;.</p>
<p>Osvaldo indicava una parete grigia e anonima. &#8220;Certo che la vedo &#8211; rispondeva il maresciallo &#8211; mi sta anche salutando&#8221;.</p>
<p>Osvaldo, contento, tornava a puntare la sua vista spaziale su tette e culi.</p>
<p>Evidentemente gli piacevano le parti anatomiche femminili e questo faceva dubitare che fosse proprio scemo. Ma, volendo, ne aveva per tutti. &#8220;Don Francesco &#8211; diceva al parroco &#8211; ma non ti fa caldo la maglia di lana sotto la tonaca?&#8221;.</p>
<p>Il prete rispondeva &#8220;sia lodato Gesù Cristo&#8221;, benediceva Osvaldo e proseguiva.</p>
<p>&#8220;Generale, generale ma allora la vedi Caterina?&#8221;. Il maresciallo quel giorno era passato due volte per corso Trieste. E per due volte si era beccato la &#8220;visione&#8221; personalizzata. Il solito muro grigio e disadorno.</p>
<p>&#8220;Sì Osvaldo &#8211; rispose &#8211; ma adesso ho da fare. Falle compagnia tu a Caterina. Io poi torno&#8221;.</p>
<p>21 ottobre 2012</p>
<p>&#8220;La scossa di terremoto che ha colpito la città, per fortuna non ha fatto vittime.</p>
<p>Danni ingenti ai palazzi più fatiscenti e alle mura decrepite.</p>
<p>Ma il colpo di scena è avvenuto in corso Trieste. A causa del sisma ha infatti ceduto una vecchia parete. Si è sbriciolata, e ha restituito il cadavere di Caterina Bonfanti.</p>
<p>Tutti credevano che fosse fuggita con il suo amante. Invece sul suo corpo sono ancora evidenti due fori di proiettili. Evidentemente l&#8217;assassino si disfece del cadavere murandolo dentro quella parete di corso Trieste. Ora l&#8217;inchiesta sul caso Bonfanti ripartirà da zero&#8221;.</p>
<p>di Enrico Gregori, Roma    (<a href="http://www.enricogregori.splinder.com/">http://www.enricogregori.splinder.com/</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.microcenturie.it/2010/01/13/dieci-raggi-x/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
