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Trentotto – Un ricordo

La sua criniera era lucida, di un marrone vivo come quello della buccia di castagna. Il vento, o forse l’estrema velocità, l’avevano scompigliata in onde selvagge attorno al muso allungato, che invece era quasi giallo.
Gli occhi fiammeggiavano, il morso era contratto allo spasimo.