Questa mattina mi sveglio e lo zucchero nel barattolo è quasi finito. Lo riempio dal sacchetto. E se avessi sbagliato barattolo? Quello del sale è della stessa forma. Fortunatamente non ho sbagliato, ma la scritta è quasi cancellata, praticamente illeggibile, perciò prendo un pennarello nero, ripasso la scritta: “Zucchero”. Poi allora anche “Sale”, “Caffè”. Ci prendo gusto. Acqua, fette biscottate, olio di semi, finestra. Vorrei non fermarmi più, mettere un’etichetta a tutti gli oggetti della casa. Tutti, non escludere nessun oggetto o componente dello stesso. Porta, pavimento, interruttore, tappo del dentifricio. Ognuno con il suo nome scritto sopra. Foglia, scarico, battiscopa, intonaco, iride.
Perché? E soprattutto quanto ci vuole a fare questo? Bisogna razionalizzare l’operazione. Non si può accettare un lavoro fatto male o in troppa fretta. Necessita una lista di tutti gli oggetti e poi dimensionare le etichette adesive e le punte dei pennarelli da utilizzare. Sul tappo della maionese non si può utilizzare più di un 0,3 mm di spessore. Sull’architrave della porta si può tranquillamente impiegare un Uniposca, nessuno ce lo vieta. Il colore? Questo non è un problema, ogni colore va bene, non si vuole mica scadere nella mera maniacalità.
Non sarà un lavoro facile, sicuramente ci saranno rischi di sbagli, di errori, e ci vorrà accuratezza e precisione. Forse due o tre settimane, massimo un paio di mesi ad esagerare, ma ci sarà da divertirsi.
Alla fine TUTTO avrà una etichetta, senza sbagli e senza errori.
Sale o zucchero? Sale e zucchero! Non mi ingannerete più granelli simili, ma non uguali.
di Paolo Franchini, Ferrara (http://paolofranchini.blogspot.com)
Complimenti Paolo, molto carino. In fin dei conti è ciò che facciamo sempre, mettere etichette, ma in maniera meno precisa del tuo protagonista.
A.