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	<title>Commenti a: Quarantasei &#8211; L&#8217;albero delle parole</title>
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	<description>estuario per romanzi fiume di breve corso</description>
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		<title>Di: Maurizio Goldoni</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-612</link>
		<dc:creator>Maurizio Goldoni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:40:26 +0000</pubDate>
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		<description>Per Jimmy Cotta: le mie osservazioni, che non erano ironiche né tantomeno sarcastiche, hanno portato ad uno scambio di idee tra il l’autore di questo racconto, Aitan e il sottoscritto. Nessuno se n’è avuto a male, e la discussione è stata civile e, spero, di qualche piccola utilità. Le auguro che il suo intervento porti a risultati ancora migliori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Jimmy Cotta: le mie osservazioni, che non erano ironiche né tantomeno sarcastiche, hanno portato ad uno scambio di idee tra il l’autore di questo racconto, Aitan e il sottoscritto. Nessuno se n’è avuto a male, e la discussione è stata civile e, spero, di qualche piccola utilità. Le auguro che il suo intervento porti a risultati ancora migliori.</p>
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		<title>Di: Jimmy Cotta</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-589</link>
		<dc:creator>Jimmy Cotta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:51:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ripassando quivi ogni tanto in rassegna, andirivienando su e giù per questo meraviglioso (mirum, incubo, monstrum, prodigioso) labirinto narrativo in rete che via via si va istruendo e ricapitando da queste parti e rileggendo cotanta discussione intorno a un testicolo veramente,. mi vien voglia di infierire...
Non te ne aduggiare Alfar, e riprendo qua un parolone che tu usi appositamente, ma che vuoi fare? Vuoi forza dare lezione di italiano, di stile, se sì accomodati...
Assolutamente d&#039;accordo col Goldoni, forse l&#039;intenzione è buona, ma la presunzione pessima.
Sia detto sine aliquo livore.
PS Goldoni bypassando questi autorucoli come si intitolano i tuoi romanzi e da quale casa editrice sono stati pubblicati? Su forza andiam alle uova soda, suvvia Goldò ormai l&#039;hai detto...anzi scritto.
Jimmy Cotta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripassando quivi ogni tanto in rassegna, andirivienando su e giù per questo meraviglioso (mirum, incubo, monstrum, prodigioso) labirinto narrativo in rete che via via si va istruendo e ricapitando da queste parti e rileggendo cotanta discussione intorno a un testicolo veramente,. mi vien voglia di infierire&#8230;<br />
Non te ne aduggiare Alfar, e riprendo qua un parolone che tu usi appositamente, ma che vuoi fare? Vuoi forza dare lezione di italiano, di stile, se sì accomodati&#8230;<br />
Assolutamente d&#8217;accordo col Goldoni, forse l&#8217;intenzione è buona, ma la presunzione pessima.<br />
Sia detto sine aliquo livore.<br />
PS Goldoni bypassando questi autorucoli come si intitolano i tuoi romanzi e da quale casa editrice sono stati pubblicati? Su forza andiam alle uova soda, suvvia Goldò ormai l&#8217;hai detto&#8230;anzi scritto.<br />
Jimmy Cotta</p>
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		<title>Di: aitan</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-506</link>
		<dc:creator>aitan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:28:34 +0000</pubDate>
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		<description>Post dictum (da amico peDante): 
Epperò non capisco questo passo qua 

&quot;mica credere e questo qua, per caso, (è 
ammesso il caso nelle storie)&quot;

(e in ogni caso, non capisco quella virgola dopo quel &#039;caso&#039; là). 

Ciò detto (ciò scritto) mi taccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Post dictum (da amico peDante):<br />
Epperò non capisco questo passo qua </p>
<p>&#8220;mica credere e questo qua, per caso, (è<br />
ammesso il caso nelle storie)&#8221;</p>
<p>(e in ogni caso, non capisco quella virgola dopo quel &#8216;caso&#8217; là). </p>
<p>Ciò detto (ciò scritto) mi taccio.</p>
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		<title>Di: aitan</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-505</link>
		<dc:creator>aitan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 21:26:09 +0000</pubDate>
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		<description>Accidenti che densa discussione sotto cotanto denso racconto che ho apprezzato assai soprattutto nella chiusa finale, fatta di frasi spezzate (un tempo si sarebbe parlato di asindeto) che danno un nuovo respiro a tutto quanto antenarrato.
Ciò détto inviterei a leggere altro di alfar, che è un esploratore di stili e concetti la cui opera parla per sé e dice più di questo raccontino che pure (come ho anzidetto) ho apprezzato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Accidenti che densa discussione sotto cotanto denso racconto che ho apprezzato assai soprattutto nella chiusa finale, fatta di frasi spezzate (un tempo si sarebbe parlato di asindeto) che danno un nuovo respiro a tutto quanto antenarrato.<br />
Ciò détto inviterei a leggere altro di alfar, che è un esploratore di stili e concetti la cui opera parla per sé e dice più di questo raccontino che pure (come ho anzidetto) ho apprezzato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Maurizio Goldoni</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-499</link>
		<dc:creator>Maurizio Goldoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:22:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ma non rinuncio ad un ultimo commento pro Alfar, che consiste in due osservazioni di Nietzche:
&quot;I buoni scrittori hanno in comune due cose: preferiscono l&#039;essere capiti all&#039;essere ammirati; e non scrivono per i lettori aguzzi e troppo sottili&quot;
&quot;Finché ti si elogia, credi pure sempre che non sei sulla tua strada, ma su quella di un altro&quot;
Ne aggiungo una terza, davvero tagliente (la condivido in pieno, peccato che sia io stesso il primo a non rispettarla): 
&quot;L&#039;autore deve chiuder bocca, quando apre bocca la sua opera&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non rinuncio ad un ultimo commento pro Alfar, che consiste in due osservazioni di Nietzche:<br />
&#8220;I buoni scrittori hanno in comune due cose: preferiscono l&#8217;essere capiti all&#8217;essere ammirati; e non scrivono per i lettori aguzzi e troppo sottili&#8221;<br />
&#8220;Finché ti si elogia, credi pure sempre che non sei sulla tua strada, ma su quella di un altro&#8221;<br />
Ne aggiungo una terza, davvero tagliente (la condivido in pieno, peccato che sia io stesso il primo a non rispettarla):<br />
&#8220;L&#8217;autore deve chiuder bocca, quando apre bocca la sua opera&#8221;</p>
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		<title>Di: Maurizio Goldoni</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-497</link>
		<dc:creator>Maurizio Goldoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:17:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.microcenturie.it/?p=1001#comment-497</guid>
		<description>(Scusate gli errori di battitura e le virgole sballate: ho fretta, devo scappare, stasera vedrò se questa bella discussione è continuata)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(Scusate gli errori di battitura e le virgole sballate: ho fretta, devo scappare, stasera vedrò se questa bella discussione è continuata)</p>
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		<title>Di: Maurizio Goldoni</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-496</link>
		<dc:creator>Maurizio Goldoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:15:31 +0000</pubDate>
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		<description>Bene, Alfar, concordo (ma non del tutto) su quanto dici a proposito dello scrivere. Una delle mie frasi ricorrenti in proposito è che lo scrittore vive un&#039;ossessione di cui si deve liberare, o con cui venire a patti, e uno dei modi è appunto scriverne. Invece trovo estremamente raro che chi scrive non lo faccia per essere letto. Oltre a scrivere suono in un gruppo; ho conosciuto qualcuno che sostiene di voler suonare con gli amici per divertimento, e di non essere interessato ad esibirsi ma a non l&#039;ho quasi mai creduto. Abbiamo bisogno di lodi, ma anche di un confronto. L&#039;uomo è anzitutto un animale sociale. Ho pubblicato due romanzi, e non ho nessuna voglia di tenermi il terzo nel cassetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene, Alfar, concordo (ma non del tutto) su quanto dici a proposito dello scrivere. Una delle mie frasi ricorrenti in proposito è che lo scrittore vive un&#8217;ossessione di cui si deve liberare, o con cui venire a patti, e uno dei modi è appunto scriverne. Invece trovo estremamente raro che chi scrive non lo faccia per essere letto. Oltre a scrivere suono in un gruppo; ho conosciuto qualcuno che sostiene di voler suonare con gli amici per divertimento, e di non essere interessato ad esibirsi ma a non l&#8217;ho quasi mai creduto. Abbiamo bisogno di lodi, ma anche di un confronto. L&#8217;uomo è anzitutto un animale sociale. Ho pubblicato due romanzi, e non ho nessuna voglia di tenermi il terzo nel cassetto.</p>
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		<title>Di: Maurizio Goldoni</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-495</link>
		<dc:creator>Maurizio Goldoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:59:37 +0000</pubDate>
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		<description>(mi accorgo di un buffo refuso: &quot;i periodici ciceronici&quot;. Un nuovo filone dell&#039;editoria)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(mi accorgo di un buffo refuso: &#8220;i periodici ciceronici&#8221;. Un nuovo filone dell&#8217;editoria)</p>
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		<title>Di: danilo</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-494</link>
		<dc:creator>danilo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:58:39 +0000</pubDate>
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		<description>Maurizio: che mi si noti o meno (ho colto la citazione e l&#039;autoironia) non è importante, almeno per me. Io ho postato qui per verificare se il mio stile, che uso e userò comunque, possa piacere anche al prossimo, il che sarebbe una specie di bonus, ma non necessario. Infatti il mio blog non è linkato praticamente da nessuna parte. Non piace, pare. Ma rimane il mio.

Alfar: a mio (soggettivissimo) parere, chi scrive non scrive per essere letto, ma per far stare zitta la bestia che urla dentro. Se poi lo leggono, dicevo, è un extra.
In questo senso, in quest&#039;accezione, sì, è carino cercare di migliorarsi, di limare e perfezionare, ma _davvero_ non vedo il motivo di ispirarsi ad altri.
Se volessi pubblicare, cercherei di imitare King, piuttosto che Montale. Ma se invece volessi, come voglio, mettere nero su bianco l&#039;immagine che mi leva il fiato alle tre di notte, perchè non me lo rifaccia la notte dopo, allora non mi va di imitare nessuno. Di ispirarmi a nessuno, volevo dire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio: che mi si noti o meno (ho colto la citazione e l&#8217;autoironia) non è importante, almeno per me. Io ho postato qui per verificare se il mio stile, che uso e userò comunque, possa piacere anche al prossimo, il che sarebbe una specie di bonus, ma non necessario. Infatti il mio blog non è linkato praticamente da nessuna parte. Non piace, pare. Ma rimane il mio.</p>
<p>Alfar: a mio (soggettivissimo) parere, chi scrive non scrive per essere letto, ma per far stare zitta la bestia che urla dentro. Se poi lo leggono, dicevo, è un extra.<br />
In questo senso, in quest&#8217;accezione, sì, è carino cercare di migliorarsi, di limare e perfezionare, ma _davvero_ non vedo il motivo di ispirarsi ad altri.<br />
Se volessi pubblicare, cercherei di imitare King, piuttosto che Montale. Ma se invece volessi, come voglio, mettere nero su bianco l&#8217;immagine che mi leva il fiato alle tre di notte, perchè non me lo rifaccia la notte dopo, allora non mi va di imitare nessuno. Di ispirarmi a nessuno, volevo dire.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Maurizio Goldoni</title>
		<link>http://www.microcenturie.it/2010/02/03/quarantasei-lalbero-delle-parole/comment-page-1/#comment-493</link>
		<dc:creator>Maurizio Goldoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:44:02 +0000</pubDate>
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		<description>Non volevo usare la parola narcisista, ma dal mio commento si capisce che la sottintendo. Sì, lo siamo un po&#039; tutti, ma non tutti abbiamo lo stile di Oscar Wilde. Il primo tema che feci al primo anno di liceo mi fruttò un 3. Da sempre abituato ad essere il padreterno della lingua italiana nella mia classe, ho accusato il colpo (subito credetti in un errore), poi ho letto con attenzione le motivazioni. E tra queste c&#039;era il continuo divagare rispetto al tema a favore di una storia fantastica, i periodici ciceronici e l&#039;aggettivazione alla Poe. Mai brutto voto fu più efficace e fruttuoso. 
Il mio racconto è preso da una storia molto più lunga; l&#039;ho tagliato e adattato, e mi pareva perfettamente in tema con quanto richiesto; e, sì, lo si può considerare &quot;tradizionale&quot;, che forse è il contrario di &quot;sperimentale&quot; o &quot;innovativo&quot; o &quot;coraggioso&quot;. Lascio ad altri il compito di analizzare il metodo o lo stile, e mi contento di considerazioni più grossolane, magari semplicemente di un &quot;mi è piaciuto&quot;, &quot;mi ha stupito&quot;, &quot;bell&#039;idea, bravo&quot;. Certo che il mio, di bulino, dev&#039;essere affilato spesso, perché rimango molto sul testo e correggo di frequente, cosa che una volta non facevo. Ma quel che conta è sempre il risultato, l&#039;effetto finale. Apprezzo il tuo commento, mi pare sincero e disincantato quanto basta, e concordo sul fatto che tutto questo vada preso seriamente, anche se con leggerezza. Il che parrebbe smentire quella vecchia volpe di Vauvenargues: &quot;Chi compone versi non riconosce alcun giudice per i suoi scritti: chi non fa versi, non se ne intende; chi ne fa, è un suo rivale&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non volevo usare la parola narcisista, ma dal mio commento si capisce che la sottintendo. Sì, lo siamo un po&#8217; tutti, ma non tutti abbiamo lo stile di Oscar Wilde. Il primo tema che feci al primo anno di liceo mi fruttò un 3. Da sempre abituato ad essere il padreterno della lingua italiana nella mia classe, ho accusato il colpo (subito credetti in un errore), poi ho letto con attenzione le motivazioni. E tra queste c&#8217;era il continuo divagare rispetto al tema a favore di una storia fantastica, i periodici ciceronici e l&#8217;aggettivazione alla Poe. Mai brutto voto fu più efficace e fruttuoso.<br />
Il mio racconto è preso da una storia molto più lunga; l&#8217;ho tagliato e adattato, e mi pareva perfettamente in tema con quanto richiesto; e, sì, lo si può considerare &#8220;tradizionale&#8221;, che forse è il contrario di &#8220;sperimentale&#8221; o &#8220;innovativo&#8221; o &#8220;coraggioso&#8221;. Lascio ad altri il compito di analizzare il metodo o lo stile, e mi contento di considerazioni più grossolane, magari semplicemente di un &#8220;mi è piaciuto&#8221;, &#8220;mi ha stupito&#8221;, &#8220;bell&#8217;idea, bravo&#8221;. Certo che il mio, di bulino, dev&#8217;essere affilato spesso, perché rimango molto sul testo e correggo di frequente, cosa che una volta non facevo. Ma quel che conta è sempre il risultato, l&#8217;effetto finale. Apprezzo il tuo commento, mi pare sincero e disincantato quanto basta, e concordo sul fatto che tutto questo vada preso seriamente, anche se con leggerezza. Il che parrebbe smentire quella vecchia volpe di Vauvenargues: &#8220;Chi compone versi non riconosce alcun giudice per i suoi scritti: chi non fa versi, non se ne intende; chi ne fa, è un suo rivale&#8221;.</p>
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