C’era un movimento ondulatorio dietro la tenda, lo fissai incredulo.
Esclusi il cane, non ne avevo.
Il gatto pure, era quello del vicino e non nutriva grande simpatia per me.
Verificai la serratura della porta d’ingresso: nessun segno di effrazione.
La mia casa era tutta lì, sala-angolocottura-angololetto.
Soffitto a cassettoni, però. Primo piano nobile.
Guardai attentamente l’orlo della tenda, era indubbio, ondeggiava. Ogni tanto si apriva di pochissimo al centro, quel tanto da far scorgere i battenti serrati.
La mia mente scartava ipotesi.
Alla fine mi decisi, quattro passi e afferrai il cordone, diedi uno strappo secco.
Nello scorrere rapidissimo dei teli verso le estremità, fui investito da uno sfarfallio e da uno sbuffo d’aria calda. Quasi ne fui atterrato. Non riuscivo a capire.
Tentai di rialzarmi, ma mi sentivo appesantito e non coordinavo i movimenti.
Mi trascinai verso il letto.
Quando giunsi davanti al grande specchio, ebbi un soprassalto: vidi un vecchio gigantesco, steso sul pavimento.
Osservai e lui mi osservò.
Mi avvicinai e lui si avvicinò.
Raggiunsi a fatica la superficie levigata, la toccai. Mi parve di sfiorare l’altra mano, enorme, che si accostava alla mia.
Guardalo negli occhi, pensai, guardalo bene.
Levai lo sguardo, e l’altro mi guardò con raccapriccio.
Cominciai a pensare che stessi sognando, che di lì a poco mi sarei svegliato e l’incubo svanito.
Ora però il gigante mi scrutava interrogativamente, i suoi occhi sembravano increduli e impauriti.
Cosa avrà mai da temere, pensai, da un piccoletto come me?
Eppure quell’espressione timorosa si faceva sempre più inorridita.
Con uno sforzo sovrumano mi sollevai sul busto, anche l’energumeno si sollevò.
Senza distoglierne lo sguardo mi costrinsi a parlare.
Anche lui aprì la bocca.
Una voce tuonò nella stanza: CHI SEI TU?…
di Cristina Bove, Lariano, Roma (http://cristinabove.splinder.com/)
“… gli specchi e la copula sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini”. (Borges, Finzioni)
Oh beh, urge il seguito, non puoi lasciarci con questo grosso punto di domanda! Magari da rinvenire sul tuo blog..
))
O forse è proprio questo il tuo scopo: lasciare a chi legge lo svelamento, secondo la propria inclinazione e/o interpretazione
Scritto con vera maestrìa: la suspense è tale da portarti verso una lettura senza soste. Veramente brava.
con il fiato sospeso, fino alla fine. bellissimo.
Maurizio
Elisabetta
Emma
vi ringrazio dell’attenzione, felice che vi sia piaciuto.
sì, è bello. e ha ragione chi pretende un seguito… in cima alla luna
Chiede un seguito ma e’ anche perfetto cosi’, come prosa in versi, con un bellissimo finale aperto. Una chicca Cristina, complimenti.
Abele
Maurizio
riprendo la tua citazione, gli specchi moltiplicano l’illusorietà della materia. O forse la rivelano? Chissà…
Per contro, generare è continuare a consolidarne i limiti.
Enrico
faccio mio il tuo augurio
Grazie.
mi piacerebbe avere l’ispirazione per continuarlo.
Abele
il tuo apprezzamento mi giunge sempre graditissimo.
Grazie.
Interessante, misterioso e intrigante. Un finale che lascia a varie interpretazioni. Perfetto!
Brava, la tua prosa è tanto piacevole.
Anche a me piace col finale aperto. Anche a me piace il moltiplicarsi di immagini e suggestioni.
*
Sempre una finestra aperta sul possibile, Cri.
E l’impossibile.
intrigante !!!
Voto anch’io per il finale aperto e la domanda irrisolta, che in qualche modo tradisce anche l’interpretazione dello specchio, che era la prima immagine che era venuta (riflesso condizionato) anche a me.
grazie ancora ad Annamaria, Silvia, Marcella e Aitan.
Felice che piaccia anche con questo non-epilogo.
quest’uomo piccoletto aveva forse un grande spirito dentro di lui, che spirava forte come un vento, da spostare una tenda, da gettarlo gambe all’aria. a volte non sappiamo di avere qualcosa di grande dentro di noi e lo soffochiamo o lasciamo che altri lo soffochino continuando a guardare dalla parte sbagliata.
Sì, davvero un flash, un bagliore riuscito.
Se ampliato, nella mia testa, lo vedrei come un racconto alla Poe.
Che fu gran maestro.
Però va benissimo così!!!
MarioB.
Il piccoletto è terrorizzato dal suo smisurato ego che dallo specchio gli si rivela all’improvviso (c’è una presa di coscienza della parte nera che è in ognuno di noi)… una volta mi è capitato di vedere la strega nello specchio,l’ho spaventata io, gli ho fatto: “bubù settete”
Il tuo racconto è fulminante e non necessita, per mio parere, di alcun seguito, è già così pregnante di significati pur essendo breve, e questa è maestria.
lucy
Mario
fran
grazie di cuore!
bello, efficace..
Inche io credo che non sia necessario alcun seguito. O per lo meno non indispensabile. La storia è chiara e ben struttuata. Quante volte ce lo siamo chiesti o ce lo hanno chiesto: chi sei?
Meglio non indagare, ci spaventeremmo.
Un racconto breve ma gustoso ed intenso e nell’ultima frase viene racchiuso tutto il suo siginificato.
Lo lascerei nelle pertinenze di chi dico io.