Sing aveva una vecchia bicicletta azzurra che gli aveva regalato Roberto, il figlio del suo vicino di casa.
Sing stava appoggiato alla rete metallica che lo separava dal campo di calcetto dell’oratorio.
Guardava Roberto e gli altri che giocavano urlando.
Sing aveva i pollici anchilosati tenuti dentro le maglie della rete metallica e pensava che prima o poi avrebbe giocato anche lui insieme agli altri, come se fosse sempre stato lì, insieme a loro.
C’era un buon profumo nell’aria, Sing alzò la testa e vide che i grandi alberi, che stavano lì sul ciglio della strada, avevano dei fiori bianchi. Due anziani che passavano a braccetto si dissero nel frattempo che i tigli lasciavano un buon profumo nell’aria. Sing guardò in alto e pensò che quelle piante si chiamavano “tigli”.
Sing guardava ancora Roberto e gli altri ma non succedeva nulla di interessante per sé stesso.
Sing inforcò la bicicletta a gran velocità e si diresse verso il fiume, salì sull’argine maestro e pedalava forte, sempre più forte, come se fosse inseguito da un demone cattivo. Il fiume, di lato, correva forte anche lui ma nel senso contrario fuggendo da altri demoni verso il mare.
Sing ad un tratto si fermò, buttò la bicicletta giù dall’argine, scese la scarpata nell’erba alta, si inginocchiò nell’erba a guardare l’acqua sporca che passava e pensò al Gange che non aveva mai visto.
di Loisaida, Cremona (http://09031969.splinder.com)
vi ringrazio moltissimo
leggero
nel senso buono
e intenso
come l’aria
che si sente addosso
quando si va in bici
grazie!
[...] See original here: – Trentatré – Sing e la sua biciclettaMicrocenturie [...]
il Gange unter den Linden
graziea te per questo lirico tuo dono,
o Loisaida,
da cantare sull’argine!
Bravo!