Oggi dalla psichiatra sono andato in bicicletta. Volato a mezz’aria fra gli edifici, trasportato dallo scirocco.
- Le senti ancora le vertigini? – fa lei.
- No, se non faccio movimenti bruschi.
- E dolori fuori dal corpo?
- Cosa?
- Beh, se non sai cos’è vuol dire che non li senti.
- Ti si offusca la vista?
- No. Ma davvero si possono sentire dolori esterni al corpo?
- Non so, l’ho letto in una rivista. C’è un caso del genere in Puglia, una vedova di Taranto.
- E come sono i dolori fuori dal corpo? Lancinanti, pulsanti, sordi, profondi, acuti, caldi?
- Non saprei.
- Si irradiano, pungono, trafiggono?
- Davvero, non saprei, ma se non li senti…
- E come è possibile?
- Non lo so. Ma non molto diversi dai dolori del corpo, penso. Li senti a un piede o a un dito ma sono nel cervello.
- Tipo: male alla maglia… e il male sta con me?
- Se non ti levi la maglia.
- Se mi allontano dalla cosa che mi fa male, che ne so un muro, il male diminuisce?
- Non so. Davvero. Interessa anche a me saperlo.
- Ti ricordi delle cose prima che accadano?
- C’è della gente che ha un sintomo così?
- Anche questo l’ho letto su una rivista. Stanno studiando un caso in Brasile.
- Credi di star dormendo?
- No, sono sveglio.
- Ti ricordi i sogni di stanotte?
- Sì, c’erano degli alberi.
- Un sogno a sfondo sessuale.
- No.
- Come no.
- No.
- Ma eri agitato perché dovevi venire al colloquio.
- Non tanto. Ero agitato che il meccanico non avesse sistemato la bicicletta.
- Volevi sognare me. Volevi fare dei sogni a sfondo sessuale su di me.
- …
- Volevi?
- Anche i sogni sessuali sulla propria psichiatra sono raccontati da quelli che hanno la malattia dei dolori esterni al corpo e dei ricordi premonitori?
- Non sogni mai di essere sveglio?
- Sempre.
- E sogni mai di dormire?
- No, non mi sembra.
- Credi di essere in un sogno?
- No, sono sveglio.
- Forse sogni di essere sveglio.
- Non credo.
- Eppure ci sono io nel tuo sogno, e tu volevi sognarmi.
- Quelli là raccontano anche che sono capaci di controllare i sogni? Perché mi vuoi come loro, non ti basto io?
- E sogni di essere qualcun altro, o un animale? Ho letto del caso di un paziente di Asti che crede di essere un pipistrello. Come ci si sente a essere un pipistrello?
- Quell’uomo ha detto come ci si sente a essere un pipistrello?
- No, ha dei disturbi della memoria.
- La bicicletta te l’hanno aggiustata?
- Va da dio. Vola.
di Michele Ruele, Trento (http://mics.splinder.com/)
Bello.
‘Va da dio,Vola’
Lo avrei scritto volentieri io, se mai mi fosse venuto in mente.
Domani sarà nella sala d’attesa di I. M., ortopedico.
E’ molto divertente. però io una psichiatra così la manderei subito dallo psichiatra, chissà cosa leggerà in sala d’aspetto.
…
Cambiala.
…
ps: io avrei scritto “vola. va da dio”
ti prende, bello..
Domani porto la bici dal meccanico!
Auguri per le tue vertigini.
Molto divertente. Bello.
domani porto la bici dallo psichiatra. (e comunque, questo lo lascerò in una sala d’aspetto, per analogia)
M’è piaciuto, e ne ho fatto una rilettura teatrale sospesa tra Beckett, Ionesco e Mihura.
E’ possibile questa cosa della vedova di Taranto?
No, perché io sono di Taranto e abito a Taranto (per ora) ma non sono vedova (per ora) e non ne ho mai sentito dire…a meno che la vedova non abiti nella città vecchia..lì i vicoli sono così stretti che per forza i dolori devono uscire fuori del corpo altrimenti stritolano..e poi qui di biclette non ne circolano ma lo scirocco quando c’é (e c’è sempre) ti fa volare da Dio, nel senso che o ti ammazzi da te per le vertigini, o ti fai spiaccicare da lui, lo scirocco, quando sei sulla ringhiera, contro il muro che è quello che vedi quando sogni e poi c’è lo studio di fronte della psichiatra che non tanto ci prende…io fossi nel tuo personaggio passerei in canonica a farmi benedire, ché lì i dolori fuori del corpo certo non li sentirebbe, altrimenti direbbero che è posseduto dal diavolo, e il diavolo fa sognare cose peccaminose, e se la psichiatra è una ciofeca non glielo puoi dire che l’hai sognata e non la volevi, anche se lei ti tentava e i dolori e il corpo dolgono e le gambe non riescono a pedalare a meno che non ci sia un vento forte come lo scirocco e…
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Fantastico! Ironia pura, scritto bene e interattivo come vedi.
Lo disperdo nelle case dei miei amici che sanno tutto di malattie mentali, forse impareranno qualcosa
Per un attimo mi è venuta in mente la grandissima Monica Vitti quando, durante un’intervista, ha dichiarato di essere stata spesso presa in giro perchè “talvolta le facevano male i capelli”.
Ma non la testa, nemmeno la sensazione di quando te li tirano. Nulla di ciò, le facevano proprio male i capelli, come quando ad esempio ti fa male un piede.
L’idea dei dolori esterni associata a quella dei sogni è superba.
E quella bicicletta è una salvezza.
Lo lascio su qualche scaffale della LIDL, o dell’Eurospin, posti frequentati da persone sognatrici e piene di dolori esterni. Il primo dei due al quale andrò.
a me è piaciuto molto.
anche la mia bici avrebbe bisogno di un medico, e io di usarla almeno ogni tanto.
ho abbandonato il racconto su un sedile del treno viterbo-roma all’altezza della stazione s. pietro.
tenendo conto della pulizia dei treni potrebbe girare nel vagone per giorni e giorni.
avessi un analista o uno psichiatra lo lascerei in sala d’aspetto. ma (a dio piacendo) non prevedo di vedere nessun genere di medico nei prossimi mesi